
8 maggio 2026 – Il Decreto 30 aprile 2026 n. 62, detto anche decreto salario giusto, entrato in vigore il giorno della festa dei lavoratori, introduce nuove norme volte a garantire ai dipendenti le retribuzioni previste dalle migliori condizioni economiche fra quelle dei diversi CCNL di ciascun settore.
Esclusivamente le imprese che applicheranno tali condizioni potranno accedere agli incentivi pubblici previsti dal decreto stesso, che riguardano il Bonus Donne, il Bonus Giovani, il Bonus ZES, gli incentivi per la stabilizzazione e gli esoneri contributivi per la conciliazione famiglia-impresa. Con queste nuove regole Il governo intende scoraggiare il ricorso al dumping salariale e incentivare l’applicazione delle retribuzioni previste dai contratti collettivi nazionali più rappresentativi.
Lo stesso decreto demanda al CNEL la riorganizzazione dell’Archivio Nazionale dei CCNL, nonché il compito di individuare eventuali scostamenti dei trattamenti economici e normativi applicati, anche ai fini della vigilanza sul dumping contrattuale e retributivo.
Ora, tutti sanno che per i dipendenti delle agenzie di assicurazione esistono due contratti, entrambi stipulati da organizzazioni tutte considerate come maggiormente rappresentative, come SNA e Confsal firmatarie di uno dei due CCNL e Anapa e la Triplice sindacale che hanno sottoscritto l’altro. Sia SNA che Anapa rivendicano il primato dell’applicazione del proprio contratto e cercano di squalificare quello sottoscritto dalla sigla avversaria.
Come andrà a finire? Sarà SNA a dover dare ai propri iscritti e a quanti applicano il “suo” CCNL la triste notizia che le tabelle retributive dovranno essere allineate a quelle più elevate previste dal contratto Anapa? Oppure, trattandosi di due contratti ormai consolidati e di riferimento per il settore delle agenzie di assicurazione, in qualche piega del Decreto o di altre norme di legge si troverà una ciambella di salvataggio per le agenzie che applicano il CCNL SNA, giustificando le inferiori tabelle retributive?
Certo è che si tratta di un argomento sul quale soprattutto SNA farà bene a mantenere alta la guardia, sfruttando le migliori capacità di analisi dei propri consulenti e preparandosi a una possibile estenuante attività di lobbying dall’esito incerto.
Ajeje Brazof


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